Visualizzazione post con etichetta che-fastidio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta che-fastidio. Mostra tutti i post

01/05/17

Tempus fugit

Ma come?? L'ultimo post è di gennaio...e siamo già a maggio?

21/01/17

Fiona Barton - La vedova


Ci ho messo mesi a finirlo, non m'è piaciuto per nulla.
Parla di pedofili

03/09/16

Sono cambiato io, ma pure l'amato lago...


Ho trascorso anni su anni al lago, non solo d'estate.

Ora ci posso andare molto meno, la vita cambia. Ma ci vado.


Un bel tratto di prato alla spiaggia "Ciolda" oggi era costellato di merdine secche [e dire che sarebbe una delle spiaggette più amiche dei bambini]




...ed è pure arrivata la zanzara tigre :-( punge in pieno sole




Niente sarà più come prima [parlo della tigre]

14/01/15

Zadie Smith - Denti bianchi

Opera di esordio (ormai di qualche anno fa, il 2000) che aveva raccolto i favori della critica. Io non son riuscito a leggerne più di una cinquantina di pagine. 

Sforzandomi.

29/10/14

Formichine operose

Valle operosa, la Fersental!





[foto della loc.Croce del Laner scattate da Erdemolo la scorsa settimana]


31/08/14

La Pausini piacerà all'orso?


Ieri.
Bosco.
Strada forestale.
Nuvole basse in diradamento.

Mi viene incontro una runner [o jogger? boh], giovane, trendy, con le cuffiette appoggiate al collo [non sulle orecchie]...e Laura Pausini a palla.

Sarà stato per tener lontano l'ors?



18/06/14

Man vs flies

Le mosche sono amiche dell'escursionista che si allena in montagna!



1. non permettono che si fermi mai, esortandolo ad andare avanti senza sosta
[se ti fermi, ti sommergono]

2 .abituano ad effettuare un ciclico movimento delle braccia - per scacciarle - facendo sì che si alleni contemporaneamente la parte inferiore e quella superiore [del suddetto escursionista]



23/11/13

Questa chicca me l'ero persa....


Con quasi un anno di ritardo (e con le consuete riserve, mai fidarsi fino in fondo di quello che scrivono i giornali!) vedo che l'ormai notoriamente chiuso rifugio al lago di Erdemolo, sul mercato, viene proposto alla SAT alla "modicissima" cifra di 1,4 milioni di euro

25/10/13

Elezioni hauahauahau


A parte la solita commedia umana di 900000 candidati per 35 posti [un po' come per un concorso in Provincia], l'altro giorno nella cassetta delle lettere * mi son ritrovato un volantino di non ricordo che tizio che diceva "per me è fondamentale la difesa del nostro territorio montano" [parola più parola meno]...e c'era una foto delle Odle

ahauahauh


* sulla mia cassetta delle lettere c'è scritto: PER FAVORE NO PUBBLICITA' e, più in piccolo, PLEASE NO JUNK MAIL [il business del volantinaggio commerciale è in mano ai pakistani, che parlano quasi tutti inglese]...e insomma, chi mette i santini preelettorali ignora il mio cortese avviso


08/08/13

Piergiorgio Odifreddi - In principio era Darwin

Parte bene: la teoria e la vita di Darwin, riportate con precisione eppur con tono lieve, con vari aneddoti; poi verso fine libro vira alla solita diatriba tra materialisti e Chiesa sull'origine dell'universo e delle specie, che è un po' pallosetta.

[La Chiesa ha torto, s'intende]




La chicca [si fa per dire]:

""[il] microbiologo Bruce Levin, che ha osservato l'evoluzione del batterio Escherichia coli nel proprio intestino attraverso l'esame della carta igienica usata giornalmente..."


Ahhhh il progresso :-]



29/05/13

Neve e pioggia, tanta



Volevo scrivere un post su quanto sta piovendo da mesi,
ma mi son fatto un giro in Facebook e la gente non parla d'altro,

quindi eviterò di essere banale :-)



21/03/13

Ermanno Bencivenga - La filosofia in trentadue favole

Occhei: sarò preso per il solito rustegon, ma io queste 42 favole non è che le abbia proprio lette tutte d'un fiato...


...sicuramente c'è da rifletterci, ma mi hanno annoiato.


[Eccone un esempio]

04/02/13

Allarme bracconaggio, il Trentino 5° in Italia


Il Trentino è tra le province in cui si scopre il maggior numero di atti di bracconaggio, al quinto posto dopo Brescia, Pavia, Salerno e Cosenza

[articolo completo su L'Adige]

29/12/12

Avviso ai naviganti

Riemergo dal pigro letargo in cui ho sprofondato questo blog per un piccolo, semplice avvertimento.

Stamattina sono salito in Costalta e, causa passaggio massiccio di pedoni, passaggio di alcune auto, gelo notturno, tutta la strada da passo Redebus fin quasi a Cambroncoi è una lastra di ghiaccio.

Un po' meglio se si sale (e scende) dal sentiero SAT, che passa dietro malga Pec.


Vivamente consigliati ramponcini o catene da scarpone





Ed ora, spazio alla foto minchiosa


22/11/12

Big city lights


Le luci della grande città mi feriscono gli occhi

19/09/12

Giancarlo Ferron – Ho visto piangere gli animali

Giancarlo Ferron, guardiacaccia vicentino, racconta i mille episodi della sua carriera. Lo fa con un linguaggio a volte naif, ma diretto al cuore del lettore.

Storie tristi, storie amare e anche un po’ crude, storie di bracconaggio, di umana stupidità e cattiveria ma anche piccole sorprese: la gioia di un avvistamento, la bellezza della natura che riesce sempre a stupire, la magia delle stagioni.

Ve lo consiglio decisamente.

18/09/12

Tratto da "Ho visto piangere gli animali" di Giancarlo Ferron


LASCIATELA IN PACE 



Gli affamati appartengono a quella specie di uomo che di solito vive nelle grandi città. In alcuni periodi dell’anno questa specie si sposta dalle pianure e risale le montagne. Generalmente in estate, ma in caso di bel tempo anche in autunno, si possono osservare gruppi famigliari di questo tipo di uomo che partono dalle città con le loro potenti auto. Dopo un breve viaggio giungono sulle pendici delle montagne e, appena intravedono un posto per parcheggiare senza intralciare il traffico, si fermano e mangiano. Non importa se un’ora prima hanno fatto una colazione mostruosa, quando si arriva in montagna bisogna mangiare. Allora si vedono auto, posteggiate appena fuori dell’asfalto, con i bagagliai aperti e con i cofani imbanditi con ogni sorta di cibi e bevande. 

 […] 

Fra di essi si distinguono gli sportivi, esclusivamente maschi, sono quelli che si appartano, si siedono in auto al posto di guida e con la radio a tutto volume non perdono mai una partita. Il loro volto è sempre molto serio e il loro sguardo assente, non partecipano mai alla compagnia degli altri e ignorano completamente le bellezze della natura che li circonda, il calcio è la loro vita. Mentre ascoltano la voce roca del cronista sportivo, nella loro mente elaborano i velenosi commenti da rifilare agli avversari che tengono all’altra squadra. Per loro lo sport che fanno gli altri è sacro, il vivace scambio di battute fra le diverse tifoserie, che si consuma davanti al cappuccino del lunedì, li entusiasma fuori misura. A volte qualcuno degli affamati mi vede da lontano e mi chiama, gridando a squarciagola mi chiede di avvicinarmi. Io sono al servizio della comunità e quindi obbedisco. Quando sono a circa venti metri, fra le risatine e commenti vari, il capo branco, anch’esso quasi sempre maschio, mi dice: “Mi hanno assicurato che in questi posti ci sono caprioli e marmotte, come mai non riusciamo a vederli?”. Dopo uno scambio di battute amichevoli, spiego anche i motivi per i quali i caprioli non amano il calcio, gli schiamazzi e l’odore delle creme abbronzanti delle signore. Prima di andarmene raccomando sempre di non lasciare rifiuti per terra. Ormai quasi tutti, compresi gli affamati, sanno già queste cose e non lasciano rifiuti. Tuttavia, non di rado, mi è capitato che qualcuno mi ha preso alla lettera e il giorno dopo, quando sono passato di nuovo nella zona, di fatto non c’erano rifiuti per terra, ma erano tutti confezionati in graziose borsette di plastica e appesi agli alberi in bella mostra. Un’altra specie che sono riuscito a classificare in lunghi anni di esperienza sul campo sono i micofagi. Si tratta di persone che non possono mangiare altro che funghi, a giudicare dalle quantità industriali che raccolgono, suppongo che mettano funghi nel cappuccino, nella pasta, nella minestra, sulle bistecche, nel caffè, nella macedonia, e nei dolci. 

[…] 

C’è in fine un’altra specie che mi piacerebbe descrivere e cioè i rapinatori della montagna. In questa categoria rientrano in parti uguali entrambi i sessi. Questi individui non ce la fanno a circolare in mezzo alla natura senza portare a casa niente. Tutto quello che potrebbe avere qualche utilità se lo prendono. Portano a casa di tutto: fiori recisi, quasi sempre destinati a seccarsi sui cruscotti delle auto; bulbi di fiori per i giardini che poi regolarmente non superano il trapianto per cause climatiche e stagionali, alberi di natale che finiscono soffocati nel caldo degli appartamenti; sassi per i muretti dei giardini rocciosi; legna da ardere per i caminetti, funghi, licheni, lumache, muschi, felci, verdure varie, piante medicinali o supposte tali; perfino la terra per i vasi si portano a casa. L’ultima moda è quella del bonsai. I rapinatori strappano piante di faggio o di mugo che sono nate nelle fessure delle rocce per trapiantar le in vaso; questi alberelli molto vecchi e bellissimi da vedere, che sono resistiti per anni alle in temperie, alla scarsità di nutrimento, alla siccità e ai venti, non sopportano questo ulteriore e inutile insulto e quasi sempre muoiono. Purtroppo, molti appassionati dell’arte bonsai non hanno capito che si tratta appunto di un’arte, di una filosofia orientale e non di possedere una pianta eccezionale rapita alla natura da esibire alle mostre.

[…] 

Anche gli ammazzatutto meritano un cenno, sono quelli che girano per i sentieri armati di bastone e che per istinto ammazzano qualsiasi essere che si muove. Le loro prede preferite sono quelle che strisciano perché anche le vipere strisciano, quindi quando l’erba si muove giù bastonate. Poi si accorgono di aver ucciso un ramarro, una lucertola oppure qualche altro rettile innocuo. Dicono che lo fanno per la salute pubblica, per evitare che qualcuno venga morso, ma loro le vipere non le conoscono. Infatti, decine di volte mi è capitato di incontrare sul sentiero questi fanatici che, con un rettile morto sul bastone, scendevano a valle per mostrare a tutti il pericolosissimo ani male che avevano ucciso. Qualcuno si è pure arrabbiato, e mi ha dato dell’incompetente, quando gli ho detto che la sua preda non era una vipera, ma che si trattava di un orbettino, di una coronella austriaca o di un biacco, tutti rettili assoluta mente innocui. 

 […] 

Tornando agli ammazzatutto, neppure i marmocchi di questa specie hanno un minimo di educazione ambientale: le bambine raccolgono graziosi mazzolini di fiori protetti per far contenta la mamma oppure estirpano i bulbi dei ciclamini; mentre i maschi sfogano le loro frustrazioni, per le battaglie perse al computer, sui piccoli animali che incontrano, cos’i uccidono i rospi e le rane nelle pozze d’alpeggio, ammazzano le farfalle, oppure vanno a frugare con il bastone nelle tane delle marmotte, mentre il papà cerca di agevolare l’operazione spostando le pietre dall’entrata della tana. Quando mi capita di osservare questi atteggiamenti m’in... come una bestia e mi avvicino a questi signori per richiamarli all’ordine, ma spesso mi becco una brutta risposta o addirittura qualche insulto: “Ma che cosa crede? Guardi che noi lavoriamo tutta la settimana, non andiamo mica a spasso come lei, dobbiamo pure sfogarci in qualche modo, anche i bambini hanno diritto di essere liberi di fare quello che vogliono una volta tanto”. La gente vuole avere, non si accontenta di guardare, di apprezzare. Mi vengono in mente i fiori protetti, per esempio. Sul Monte Pasubio, c’è un sentiero chiamato delle cinquantadue gallerie, è un percorso costruito durante la guerra e taglia letteralmente le rocce, salendo a zig zag in mezzo alle guglie. Ebbene, la zona è ricca di fiori protetti, come le stelle alpine e i raponzoli di roccia, ma dove arrivano le mani dei turisti, e i loro bastoni, non ne trovi uno nemmeno a sognarlo. Appena ci si allontana dal sentiero, arrampicandosi un po’, si trovano dei veri e propri giardini coloratissimi, ricchi di specie bellissime, ma dove non li vede nessuno, è solo per questo che si salvano, perché sono irraggiungibili dalla gente comune, per fortuna. Forse non è per colpa loro, ma molte persone non hanno ancora capito che la montagna può dare molto di più di quello che si riesce ad ammazzare o a caricare nel bagagliaio della macchina. I nostri occhi, l’udito, le nostre narici, possono fare il pieno di immagini suoni e profumi, la montagna ci può arricchire di momenti da vivere anche più tardi, da ricordare. Spero che anche queste specie si evolvano e lascino in pace la montagna. 


11/09/12

Tecnoillogici



Bersn: ho cercato in giro, ma il pennino per smartphone pù bonmarcà lo vendono a 9.99 euri
Lentiggini: Dese euri!!! Pitost dropo el tap na biro *





* Piuttosto uso il tappo di una biro



03/09/12

Da dove viene la tua acqua minerale?


Se vi piace bere l'acqua a km 1000...meditateci sopra



[da qui]


26/07/12

Ancora considerazioni sullo sviluppo della Val dei Mocheni - 3° rata

[...segue]

[vedi foto precedente]




Pensiero-rifugio [o ex rifugio?]: il rifugio è chiuso PER TUTTA L’ESTATE; a valle ci sono i cartelli che correttamente preavvisano chi sale.
Il rifugio è di proprietà privata, uno dei pochi che non fa riferimento alla SAT.
OK.
Ma lo vedete nella foto quel fil di fumo che esce dal camino? I proprietari sono all’interno [barricati?].



Sono spesso su, chiusi dentro: immagino stiano su tutta la domenica, si faccian due braciole, non so.
Non so, appunto: perché non aprono, già che ci sono?

Perché sono vecchi, stanchi?
Si sono stufati di tenere il rifugio?
Sono in sciopero perché gli hanno stoppato la realizzazione della strada di accesso [pochi anni fa, il tracciato era già stato fatto senza i necessari permessi, e ancora lo si vede dopo la miniera]?
Oppure non possono aprire per qualche cavillo burocratico?

Certo è che un rifugio io lo vedo come un'istituzione, un quasi-servizio pubblico, non mi sembra così pacifico che si possa interrompere il servizio…ma ripeto, coi proprietari non ci ho parlato [non li conosco se non di vista, non aprono, non parlano]. Le leggi provinciali e/o statali che disciplinano i rifugi non le conosco.
La situazione non ce l’ho chiara.
Mah.